PROSSIMA USCITA EDITORIALE 

 

 Mulino sito

 Capitolo I

Guardando dal ponte verso la sponda sinistra un mulino, con la sua grande ruota, pare uscito da una fiaba... nei ricordi, i disegni fantastici del primo sussidiario...

Tutto ebbe inizio qualche anno fa, una torrida domenica di fine giugno, lungo le sponde di un fiume già quasi in secca…

...

  • Don Giusè non vi distraete e ascoltatemi bene.
  • Vi ricordate che mi sono sposata oramai cinque anni fa con quello zoticone?
  • Sì che ricordo e dunque?
  • Dunque, non abbiamo ancora figli e parte della colpa è vostra!
  • Mia?!
  • Certo, ci avete sposato voi!
  • Non capisco, comunque ditemi.
  • Siccome vi ritengo responsabile...

 

Una lunga messa attende don Giuseppe, la più lunga.

Nonostante la stanchezza non solo porta a compimento il suo ufficio, bensì imbastisce persino una memorabile, per lui, omelia. Leggeva nei volti dei presenti, per lo più vecchiette e qualche contadino scaramantico, lo stupore per tanta sapienza. In realtà tutti insieme non avevano capito una sola parola di questa straordinaria omelia: da qui lo stupore misto al terrore di essere interrogati. Sì perché don Giuseppe usava fare queste interrogazioni improvvise per tenere alta l’attenzione dei fedeli, sempre più restii a partecipare alle sacre funzioni proprio per questo suo vezzo fastidioso.

I due chierichetti si scrutavano e a stento trattenevano le risate. La paura di qualche cinghiata, forse, gli dava la forza.

Gli astanti dal canto loro si trovavano là per la comunione, per la benedizione, per una speranza di fare la cosa giusta. Non pensavano che tutto dipendesse dal Concilio di Trento, riforme e controriforme. Queste cose li spaventavano. Erano certi che bastasse qualche rosario, una buona azione per stare in grazia di Dio. Adesso scoprono dall'omelia del don che la controriforma ha inciso profondamente sulla chiesa come la conosciamo oggi.

  • Ma non è stata costruita con la riforma agraria? Come le nostre case d’altronde, quando ci hanno assegnato i terreni.

Mormora un contadino al suo collega.

  • Evidentemente i soldi li avrà messi questa controriforma?!
  • Ah può essere. Certamente c’è di mezzo la politica! Una sola riforma non basta mai e hanno fatto la controriforma. Preghiamo che non si riprendono le nostre terre con le case.
  • Scoppierebbe la rivoluzione! Che poi dove li trovano altri mentecatti come noi per coltivare queste terre disgraziate?! Ci dovrebbero fare un monumento!

Il parroco, dall’altare, sente ogni cosa.

  • Per fortuna l’unica chiesa vera è la nostra, chiosa don Giuseppe.
  • Ite missa est! La messa è finita andate in pace e pensate a lavorare che la vostra terra non la tocca nessuno!

...

 

Monogramma1     Angelo D'Orsi 

  29/05/2026

 

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